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ZAZEN

 

 

Meditazione Zen della scuola Rinzai del Tempio Zenshinji di Scaramuccia          

                                                                         

Scaramuccia è il nome di un podere situato nelle colline di Orvieto e di una scuola di meditazione. La scuola è stata fondata nel 1973 da Engaku Tàino, dopo aver pratica in Giappone, nel monastero Shofuku-ji di Kobe, con il maestro YAMADA MUMON, dal quale ha ricevuto l’ordinazione all’insegnamento. A Scaramuccia la meditazione buddista della scuola Lin-chi (Rinzai) viene praticata non solo nella tradizionale posizione seduta a gambe incrociate (zazen) e nella risoluzione dei koan, ma anche nelle arti fisiche della cultura orientale, yoga e tai-chi, e in quelle della cultura occidentale, alpinismo, sci, e arrampicata. La scuola di scaramuccia è stata fondata ed esiste per coloro che, indipendentemente da qualunque appartenenza, vogliono realizzare "la liberazione spirituale".

 

I VOTI DI SCARAMUCCIA

per l'accettazione  per la solidarietà

per la sincerità  per l'uguaglianza

per la parità fra i sessi

per la libertà  per la benevolenza

per il rispetto di ogni esistenza

 

Gli incontri di meditazione sono guidati da Akuun Carlo Vittorio Penso Maestro di Dharma della scuola della montagna di Scaramuccia.

Per informazioni: cavipe@tiscali.it

telefono 0644248021

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TAI-CHI

Il tai-chi-chuan è un espressione corporea del taoismo, sistema filosofico cinese secondo il quale noi siamo parte della natura e siamo stati generati dall’energia della terra, delle stelle e degli elementi.

La vita quotidiana ci porta frequentemente a dimenticare come utilizzare correttamente il nostro corpo; poniamo, generalmente, l’attenzione esclusivamente su arti e testa limitando così le potenzialità del nostro intero corpo e rendendolo, nel tempo, debole ed inefficiente.

Perdendo coscienza del nostro corpo, non solo limitiamo i nostri movimenti, ma dimentichiamo anche la nostra essenza.

Attraverso la pratica del tai-chi possiamo tornare bambini, allentare tutte le tensioni e tornare a riflettere la nostra naturale connessione con l’universo intero.

 

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 YOGA

La disciplina yoga, vecchia di secoli e oggi più che mai valida, ci offre lo

strumento per combattere gli squilibri che gli attuali ritmi di vita così frequentemente inducono.

Il vantaggio dell’Hatha Yoga ci consente di assumere una nuova coscienza-consapevolezza delle proprie capacità, insite in ognuno di noi.

Le tecniche proposte sono principalmente tratte dall’Hatha Yoga (Hatha, letteralmente “con forza”, racchiude un significato di positivo-negativo, dato dalla Ha che rappresenta il sole, forza-positiva, e dalla Tha che rappresenta la luna, forza-negativa).

Le posizioni yoga (àsana) e i controlli respiratori (prànàyama) mirano a riequilibrare il positivo  e il negativo del nostro organismo, creando una perfetta sintonia fra corpo e mente.

 

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LA CERAMICA RAKU

 Il Raku nasce in Giappone nel 16° secolo e prende il nome dalla famiglia di ceramisti che, per prima e con Chojiro, ha sperimentato e poi applicato, rivoluzionando alcuni dei passaggi principali nella produzione della ceramica, questa tecnica di lavorazione.

La sua origine si può riconoscere nell’incontro tra Chojiro e Sen Rikyu, fondatore del cha-no-yu o cerimonia del tè, il quale, attenendosi a rigidi canoni estetici e filosofici che il cha-no-yu dettava, cominciò a commissionare tazze da usare nella cerimonia.

La cerimonia del tè, strettamente collegata, o, meglio, figlia del buddismo Zen alla quale esso ha conferito spiritualità e profondità, è un mezzo per apportare serenità,  raccoglimento e semplicità a chi vi accede.

La spoglia eleganza della sala in cui essa è praticata e l’armonia che il maestro trasmette agli ospiti permette loro di liberarsi dai legami terreni librandosi verso una spiritualità completa.

Le tazze Raku furono quelle che maggiormente rappresentarono questi concetti come oggetti d’uso all’interno del cha-no-yu stesso.

Il passaggio di questa tecnica, così fortemente  diretta alla fusione tra i nostri 4 principali elementi (acqua, aria, terra e fuoco) ed il ceramista stesso, dall’Oriente all’Occidente negli anni ’60 in pieno periodo artistico innovativo (Pop Art ecc.) ha, in parte, privato il Raku dal suo scopo principale ed è stato veicolato verso forme ed usi artistici diversi e stimolanti.

La tecnica di cottura, caratterizzata dall’estrazione dell’oggetto rovente dal forno intorno ai mille gradi e successiva immersione in materiale combustibile (foglie secche, carta, segatura ecc.) è l’aspetto originario che tuttora è mantenuto e funge da trait d’union tra due culture così differenti ma allo stesso tempo così necessarie l’una all’altra affinché si concretizzi l’idea di fusione etnica e convivenza serena delle diverse razze.

Nella stanza del tè la vera realtà è il vuoto, qui trovano espressione e realizzazione le emozioni e solo attraverso il vuoto l’uomo riesce a superare i suoi limiti fisici, intellettuali, morali e culturali.

"laboratorio"

 

 

 

 

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TAIKO

Percussioni giapponesi

 

Si dice che l'O-DAIKO, il grande tamburo, riproduca il suono del battito del cuore ampliandolo e interpretandone accelerazioni, sussulti, rallentamenti: una vibrazione profonda che risuona già nell'aria, anticipata dal gesto preparatorio, quasi una danza, del musicista che si accinge a percuotere il tamburo.

 

Poesia dal “Mumonkan” uno dei testi più importanti della scuola Zen.

Il Maestro Mumon studiò intensamente per sei lunghi anni con il koan “Un cane ha la Natura del Buddha?”, sottoponendosi all’addestramento più assiduo. Un giorno, quando udì il colpo di tamburo, fu improvvisamente illuminato.

Ecco la poesia che scrisse in quella occasione:

 

Un tuono improvviso sotto il cielo limpido e azzurro!

Tutti gli esseri sulla terra hanno aperto gli occhi.

Tutto solo il sole si è subito inchinato.

Il Monte Sumeru salta in piedi e danza

 

"laboratorio"